In un recente post su LinkedIn, il professor Koen Pauwels, esperto di marketing e di misurazione delle performance, ha messo in evidenza i metodi di investimento attualmente più diffusi in materia di misurazione del marketing.
Questi approcci, frutto di 25 anni di pratica e di ricerca accademica, sono illustrati in dettaglio sul suo sito: marketingandmetrics.com
Ricorda inoltre una verità essenziale: non si tratta più di scegliere un metodo di misurazione, ma di articolarli in modo intelligente tra loro.
Un approccio interessante in un momento in cui il MMM (Marketing Mix Modeling) torna a essere centrale nella strategia degli inserzionisti, in particolare di fronte ai limiti del tracking individuale e alle questioni di privacy.
Un errore comune: contrapporre MMM, Attribuzione e lift test
Koen Pauwels individua tre errori frequenti nell'interpretazione o nell'utilizzo del MMM:
- Credere che il MMM basti a tutto: Il MMM è potente, ma non sostituisce gli insight granulari forniti dai test incrementali (es.: geo-test, A/B test) o dai modelli di attribuzione a livello di utente.
- Pensare che gli altri metodi siano obsoleti: I dati di tracking (quando disponibili e ben strutturati) o le campagne di test restano preziosi per validare, affinare o completare i risultati del MMM.
- Utilizzare un solo metodo nel tempo: Il MMM deve integrarsi in un dispositivo di misurazione continuo, in cui viene a confermare tendenze o a mettere in discussione decisioni strategiche prese su altre basi.
Ciò che mediaROI osserva sul campo
In mediaROI siamo convinti che la robustezza delle raccomandazioni dipenda dalla complementarità delle fonti di dati e degli approcci analitici. È anche per questo che affianchiamo i nostri clienti per aiutarli a strutturare un dispositivo di misurazione coerente, progressivo e azionabile, che integri MMM, Attribuzione e Incrementalità.